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"IL SEGRETO DELLA VECCHIAIA" Una stagione da scoprire di Mario Gecchele

IL SEGRETO DELLA VECCHIAIA
(a cura di Mario Gecchele)

INVITO ALLA LETTURA

(intervento a cura di Angelo De Cristan)

Biblioteca Frinzi - Università di Verona

21 aprile 2010

  1. Premessa
    E' per me un piacere poter commentare, seppur brevemente, una pubblicazione gradevole, di agile lettura.

    Gli autori sono esperti nel campo psicopedagogico/sociale, ma anche medico, neurologico e teologico. Il loro linguaggio è chiaro, semplice, scientificamente rigoroso.

    Il testo ci introduce nel futuro di chi è nato prima di noi e nel "loro" oggi ci impegna a prefigurare anche il nostro domani.

    Soprattutto è una miniera di spunti pratici sull'arte del saper invecchiare con serenità; ci aiuta a guardarci "dentro", ma anche ci spinge con intelligenza e provocazione ad una riflessione sui modelli di convivenza e di relazione sociale che non sempre facilitano una serena vecchiaia (ivi compresi i modelli di assistenza sociale).

  2. E' un testo gentilmente provocatorio e di elevata sintesi concettuale.
    A questo proposito mi limito ad estrapolare alcuni passaggi:

    • Non esiste la vecchiaia, ma le persone che invecchiano;
    • Ad invecchiare bene si comincia da giovani;
    • L'anziano può praticare il "buon pensiero";
    • La vecchiaia è il risultato, o meglio, la continuazione di un progetto esistenziale che ha radici profonde nell'infanzia;
    • "Ama": affettività, movimento, autostima: deve essere la parola d'ordine nella terza età;
    • Il nemico ultimo non è il dolore, la malattia o la disabilità, ma l'assenza di significato;
    • Ad ogni collocamento nell'Istituto è preferibile sempre quello a domicilio;
    • Il segreto di un invecchiamento sereno è nascosto nelle interiorità di ciascuno;
    • Bisogna accettare che esista il diritto di invecchiare in modi diversi, anche di non avere più voglia di essere efficienti e cognitivamente veloci, ma sereni, questo sì, nelle proprie vecchie e sane abitudini.
  3. Iniziamo dalla ..... copertina

     

    • Disegno e titolo danno la chiave di lettura del testo
    • Il segreto dell'anziano seduto in poltrona è il compimento del segreto di quello stesso anziano nell'età in cui era bambino, in culla, accudito dalla madre. (disegno)
    • Il "segreto" è posto nella vecchiaia, all'interno della persona che da bambino diventa vecchio. E' il "segreto" dei tanti percorsi del saper maturare, trascendersi, del saper dare un significato alle diverse età della vita. Il "segreto" riporta all'intimo e riservato spazio di noi stessi. E solo chi lo vive può dire di conoscerlo. E' un segreto nascosto nell'intimo maturare di ognuno di noi, ognuno di noi ha la propria ricetta: bisogna trovarla e praticarla. (titolo)
  4. L'approccio al tema

    È di natura bio-psico-sociale, è visione di insieme della e sulla persona nell'età anziana.

    L'ieri e l'oggi, l'interno e l'esterno delle persone, identità e cambiamento, realismo e trascendenza, sofferenza e affettività, solitudine e relazioni sociali, cronologia degli eventi e storia personale, affievolimento delle forze e capacità vicariale.... Tutto questo è nell'anziano e ne colora l'esistenza.

    Ma perché non tutti gli anziani brillano di pari serenità?

     

  5. I saperi biologico sociali ci vengono in aiuto per una risposta

    1. L'aspetto "bio" rinvia alle Neuroscienze, che ci dicono:
      • Pur in presenza di processi di atrofia e di riduzione delle connessioni sinaptiche, rimane presente nell'anziano la plasticità cerebrale
      • Un elevato funzionamento mentale va di pari passo con gli stili di vita ad alta stimolazione cognitiva;
      • Il pensionamento segna una seconda vita che 50 anni fa non c'era, ed il cervello rimane sempre capace di imparare cose nuove;
      • Le vecchiaie sono una diversa dall'altra, dipendono soprattutto dalla celta personale di stili di vita volti alla serenità (non alla felicità!);
    2. L'aspetto psico sociale rinvia alla dimensione interiore e spirituale, ad una affettività speciale dell'anziano, a ritmi temporali più pacati, alla prospettiva di senso per la morte che entra come nuova compagna del quotidiano. Questa nuova dimensione del vivere nella vecchiaia impegna a trovare un senso di vita anche e soprattutto quando vengono meno i ruoli sociali.
  6. Il vero segreto

    Sta in questo: non c'è nessun segreto preconfezionato per invecchiare. Ognuno ha la facoltà di darsi e trovarsi il proprio sentiero per poter e saper bene invecchiare, in un equilibrio tra la ricerca di senso ed il lasciarsi interrogare dalla quotidianità.

    La vecchiaia altro non è che la vita che continua a scorrere e sta alla vita come una stagione (tutta da scoprire) sta all'anno solare. E' la vita della giovinezza che s'espande, alla pari di come i primi mesi dell'anno solare trovano significato nel compimento dell'anno.

    E come una persona intelligente già dall'inizio programma le attività importanti dell'anno nuovo, così la vecchiaia dovrebbe entrare tra le tematiche giovanili.

  7. Conclusione

    La pubblicazione traccia, comunque, una strada del saper serenamente invecchiare: mantenere vivo il calore del cuore per coltivare relazioni sociali oltre le abitudini quali opportunità per imparare ad imparare cose nuove ed innaffiare la pianta della curiosità quotidiana che porta ad orientarci verso interessi e progetti che vadano oltre il limite degli anni.

    Mi auguro che l'invito a leggere il testo sia accolto da molti: sarà per tutti una lettura interessante, ma soprattutto proficua.