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Progetto Fevoss "Il faro che ride"
Il progetto "Il faro che ride" affonda le sue radici nell'aver accolto varie richieste d'aiuto da parte di famiglie con a carico un familiare disabile, e dalle assistenti sociali in capo all'area disabilità dell'ULSS 20. La risposta che Fevoss Onlus ha potuto dare a tali richieste è appunto un laboratorio solidale, uno spazio in cui tali persone possono accedere con cadenza settimanale e nel quale trovano un'operatrice laureata in Psicologia e volontari che si impegnano nel mettersi in relazione con i nostri ospiti attraverso varie forme di stimolazione
e promuovendo la socializzazione ed il contatto con i frequentatori abituali del Centro Sociale. La maggior parte dei nostri ospiti (che sono, in media, cinque) hanno vissuto una vita "normale" fino al momento in cui, in età adulta, hanno acquisito una cerebro-lesione in seguito ad un trauma. Ognuno di loro è per noi unico nel suo essere, nel manifestare ciò che sente, nel proprio comportamento; la possibilità di far incontrare queste persone rende fattibile non solo una stimolazione cognitiva delle abilità residue in senso stretto, comunque utile poiché ha come obiettivo il rallentamento del processo degenerativo della loro condizione di salute, ma anche lo scambio interpersonale in termini emozionali e relazionali che si traduce nella condivisione di esperienze e ricordi ed in atteggiamenti di conforto e supporto non solo da parte degli operatori, ma anche da parte degli ospiti stessi, che spontaneamente mettono in atto.
A livello cognitivo vengono stimolate, in particolare, le funzioni di memoria, ragionamento, attenzione, orientamento spazio-temporale.
A livello emozionale viene garantito lo spazio per l'espressione delle preoccupazioni, pensieri, emozioni, reminiscenze che accompagnano i nostri ospiti nel loro vivere quotidiano.
Le attività vengono proposte e selezionate sulla base dell'interesse manifestato dai presenti e si prediligono forme di espressione artistica (ad esempio la pittura), la manipolazione di vari materiali, la consultazione dei quotidiani, la discussione di argomenti a tema, l'utilizzo di strumenti tecnologici quali "Nintendo DS" che viene usato sia in forma individuale che collettiva e viene prestato settimanalmente ad ognuno in modo tale che la stimolazione possa continuare anche presso il proprio domicilio permettendo loro di sentire e sperimentare che riescono a svolgere in modo sempre più autonomo alcune attività; stiamo, infine, introducendo ora un nuovo strumento per il movimento dolce del corpo.
