Fevoss

Il mosaico delle generazioni e delle culture

Si sta assistendo ad un mutamento profondo nelle relazioni generazionali che si manifesta come crisi comunicativa e d'identità di ruoli. Tale malessere non è solo un fatto privato, ma ha valenza anche pubblica ed è caratterizzato dal venir meno dei confini che definivano le distanze ed i passaggi fra generazioni. Si assiste ad un nuovo intreccio generazionale dove vengono meno i sistemi di scambio che regolavano i flussi di aiuto reciproco fra generazioni lungo tutto il corso della vita.

I processi di mutamento rapido che interessano la nostra epoca, producono effetti sull'intera catena generazionale della famiglia, provocando sconfinamenti fra un'età e l'altra per cui il malessere tocca tutte le generazioni, mettendo in gioco le regole ed il senso di stabilità. babygenerationL'intreccio funziona laddove si avvia una delicata gestione delle relazioni; si tratta dunque di promuovere una "cittadinanza relazionale" che, partendo dalle esigenze individuali, permetta la diffusione di una partecipazione attiva, consapevole, volontaria al sociale, evidenziando l'importanza del legame generazionale che deriva dalla complementarietà. Quest'ultima si profila come elemento strutturale in quanto consente una visione nuova delle relazioni interpersonali, ove il rapporto tra soggetti di età diversa e/o di differente posizione sociale, assume solo valenze di dono, di liberalità degli uni nei confronti degli altri, e si concretizza nella reciprocità, nel comune arricchimento. Le diverse generazioni giungono al loro reale significato solo nell'essere intimamente correlate, è solo infatti grazie alla continuità generazionale, intesa come relazione passato - presente - futuro, che l'uomo può percepire il senso del suo esistere e ricercare un equilibrio tra agire razionale e altruismo.

Il progetto "Il mosaico delle generazioni e delle culture" si pone dunque in quest'ottica e nella consapevolezza della situazione discrasica che investe a più livelli una società sospesa tra ciò che ormai è sorpassato e ciò che ancora deve compiersi provocando stati di incertezza, confusione, crisi, mancanza di regolamentazione. Il progetto si propone di comporre un piccolo mosaico in cui la complementarietà, conseguita a diversi livelli e dimensioni, determina lo spostamento della cultura della solidarietà da un livello di intervento iniziale ad un impegno più articolato e soprattutto più attento ai meccanismi interazionali ed alle strategie politico-economiche che causano l'emarginazione, per non subire il cambiamento, ma godere dei vantaggi che esso porta con sé (Lazzarini, 2004).

Si tratta di realizzare un mosaico a livello istituzionale, gestionale, professionale e comunitario, dove il collante è dato da quell'ethos comunitario che garantisce il rispetto dell'identità di ciascuno e supera il rapporto costo-benefici, per dare centralità alla Persona, la cui integrità richiede integrazione, il cui benessere richiede un'ottica multidimensionale dove la pluralità di interventi, figure, ed enti, non determini la sua frammentazione, ma contribuisca alla sua realizzazione.

 

mani

 

Si preferisce dunque parlare di mosaico e non semplicemente di rete: il mosaico una volta terminato dà luogo ad un tutto organico e unitario, dove non ci sono invasioni, ma diversità di colori e di forme, dove grazie al contributo di ciascun pezzettino esce una forma e non una mescolanza, e dove la bellezza e la ricchezza dei colori prevalgono sugli spazi bianchi o vuoti. Il progetto oltre che tener conto di studi sociologici, pedagogici e psicologici ha come riferimento la Legge 8 novembre 2000, n° 328, il piano socio-sanitario della Regione Veneto 2003-2005, le Dichiarazioni OMS sulla promozione della salute, la Carta di Ottawa 1986, la Dichiarazione 51° dell'Assemblea OMS 1998 (Health for all), L. 266/91 sul volontariato, le risoluzioni del Consiglio europeo del 8/10/2001 sull'inclusione sociale attraverso i nuovi mezzi di informazione.

Il progetto prevede inoltre la costituzione di un'equipe di lavoro composta da educatore, assistente sociale, volontari e giovani in servizio civile volontario, l'istituzione di un comitato di gestione del progetto formato dagli enti e dalle associazioni partecipanti, attività di pubblicizzazione e promozione del progetto per arrivare anche ad una condivisione piena dei suoi obiettivi e ad un coinvolgimento dei destinatari secondo il modello down-up.