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- Elezione organi Fevoss e bilancio 2009: Relazione del presidente Alfredo Dal Corso.
"E' con viva cordialità che saluto tutti Voi cari volontari che presenziate all' importante appuntamento annuale dell' Assemblea federativa. Tramite voi voglio ringrazio anche tutti coloro che per vari motivi ora non possono essere presenti, e soprattutto quelli che ne sono impediti per problemi familiari o per malattia.
Il primo pensiero di gratitudine va come sempre ad ogni volontaria/o della Fevoss, per il dono del proprio tempo e per il servizio svolto. La mia riconoscenza va anche a quanti ci hanno sostenuto e ci sostengono quotidianamente in questo nostro operare la solidarietà, permettetemi però di dire un grazie particolare ed affettuoso ai volontari (Maria Novella, Maria Rita, Gino, Rosanna, Leda e Veronica) Consiglieri della Fevoss, che al mio fianco hanno condiviso con fede e passione le gioie e i dolori della nostra avvincente responsabilità.
Così vada anche un forte grazie al Segretario Generale, ai volontari tutti di segreteria, ai collaboratori dipendenti della Segreteria Centrale, ai collaboratori dei progetti in essere, ai giovani volontari del servizio civile, che hanno saputo accettare in più di una occasione i miei limiti e le mie fragilità. Un grazie particolare a tutta la redazione di Filo Fevoss, che vorrebbe maggiore partecipazione dei volontari e dei gruppi alla vita del giornale.
Il Presidente poi apre i lavori dell'Assemblea con la relazione sociale 2009
"Il mio più fervido saluto, unito a quello del Consiglio direttivo vi accolga in questa annuale Assemblea federativa con i più vivi ringraziamenti per la vostra odierna partecipazione.
Stamani, nella vicina Chiesa di Santa Toscana, come ogni 1° sabato del mese, abbiamo ricordato con affettuosa riconoscenza i nostri volontari defunti ed in particolare quelli che ci hanno lasciato nel corso dell'anno sociale 2009: Nardinocchi Adele, Dacomo Bernardina, Baratello Pietro, Carbognin Armando, Fornalè Angelo, Poldi Augusta, Gallo Rino, Ballista Imo, Balde Mamadhou e ad aprile 2010 Glauss Karin.
Non finirò mai di ringraziare ognuno di voi, anche coloro che oggi non hanno potuto partecipare.
La mia gratitudine però esprime solo in modo imperfetto quella di chi ha beneficiato del vostro aiuto e che sovente me lo dichiara scrivendomi o telefonandomi.
Ogni volontaria/o della Fevoss è una persona molto speciale perché nel suo "IO" porta l'anima della Fevoss, e perché con i suoi piccoli o grandi gesti di solidarietà, di attenzione, di condivisione, di difesa dei diritti altrui, arricchisce il valore di quel Bene Comune di cui la nostra società ha tanto bisogno.
L'azione del volontaria/o colora e dona speranza alla nostra città e a tutti i comuni della provincia sopratutto quando è visibile come nel caso del comparto della Solidarietà in viaggio.
Ancora un grazie a quanti generosamente ci sostengono con le loro libere offerte (anche quella del 5 per mille è importante !) perché essi contribuiscono alla realizzazione del nostro impegno sociale dando concretezza nel territorio veronese alla solidarietà organizzata.
Il 2009 ha visto una situazione generale più complessa e difficile di quanto avessi enunciato nell'Assemblea dell'anno scorso. Il clima di sfiducia generale che si è respirato nel Paese a causa della crisi economica mondiale e della conseguente ristrettezza finanziaria ha frenato anche il Consiglio Direttivo orientando i nostri ottimistici slanci in favore di scelte più prudenti e pacate. Possiamo affermare che complessivamente la rete di servizio Fevoss ha tenuto, anche se abbiamo sperimentato qualche disaffezione, peraltro compensata da nuovi slanci.
Riflessioni dal Consiglio Direttivo uscente
Nel Consiglio Direttivo, nonostante il nostro desiderio di condividere e partecipare all'unisono lo spirito di servizio, abbiamo invece provato la sofferenza dell'incomprensione che ha talora generato difficoltà nel prendere decisioni non sempre condivise, come quando abbiamo deciso di metterci in regola con la legge 81 sulla sicurezza, che considera anche i volontari equiparati ai lavoratori autonomi. Si è trattato di un percorso obbligato che forse avevamo sottovalutato. Con orgoglio ora possiamo dire che: Fevoss rispetta anche questa legge!
Bisogna addentrarsi maggiormente nelle normative per conoscerle approfonditamente, perché solo rispettando le regole e le leggi preposte ci tuteliamo sia noi che ogni nostro associato.
E' stata questa un' occasione di formazione che si è rivelata preziosa anche per il singolo volontario: che ha avuto occasione di prendere coscienza della propria personale responsabilità nell'adempimento del servizio a cui è preposto.
Certo, si sono certamente perse altre opportunità di crescita individuale e associativa. Sbaglia chi avvicina ancora il volontariato con superficialità e con scarso senso di responsabilità nei confronti dell'Associazione in cui opera (all'avvio di un corso di formazione accuratamente programmato ed organizzato per i volontari di Verona e dell'hinterland non si è presentato quasi nessuno di coloro che avevano garantito la propria partecipazione!!).
Dobbiamo dunque irrobustire i nostri gruppi sia con l'incoraggiamento sia con il rispetto dell'etica del volontariato, il cui rigore talvolta risulta annebbiato. Ne "fanno le spese" le buone relazioni sia tra i volontari della Sede Centrale sia tra quelli dei gruppi territoriali, con la spiacevole conseguenza di perderne qualcuno lungo il percorso, e pertanto è solo ritrovando il senso dell'appartenenza e lo spirito di rinnovamento unitario ci si potrà rinvigorire; a patto che ogni volontario, scacciato il demone dalla critica distruttiva, cominci a rimboccarsi le maniche per un lavoro costruttivo.
Se abbiamo capito che "l'ansia da organizzazione" porta pia piano al disimpegno, dobbiamo anche considerare che è sempre l' organizzazione legata alla motivazione che salva l'impegno! Ciò esige una maggiore capacità di condivisione e di comunicazione per la circolazione delle idee, delle proposte, delle decisioni. Ciò deve maturare in ogni volontario la consapevolezza del proprio ruolo come ricchezza personale e di gruppo pur in un'ottica federativa.
Far parte del Consiglio Direttivo della Fevoss ha significato costruire rapporti, relazioni, ma anche dedicare il proprio tempo da parte di ogni suo componente. Si è trattato di un impegno continuo, talora difficile, di un impegno che però si è rivelato appagante e che merita di essere vissuto con la consapevolezza di appartenere ad una realtà ben più ampia del proprio gruppo o del proprio ambiente sociale.
Diciamocelo pure francamente: è necessario ritrovare la passione, la creatività, la genialità dell'altruismo come valori che - per fortuna - contagiano ancora i più giovani di noi; e nelle nostre azioni di volontari mettiamoci anche un pizzico di allegria in vista del 2011 anno europeo del volontariato.
Programma 2010-2013: un sogno?
Nella passata assemblea abbiamo tracciato una via, "C'è bisogno di dare spazi di autonomia ai gruppi più arditi perché si sperimentino nell'impresa della solidarietà organizzata senza perdere il contatto con la casa madre. Per questo i tempi sono maturi e ci spronano ad un coraggioso rinnovamento di tutta la nostra organizzazione di volontariato" ... Ricordate ?
C'era bisogno di maturare l'idea e di creare le premesse per la sua realizzazione. Non vi nascondo le difficoltà e gli importanti momenti di riflessione condivisa che abbiamo dovuto affrontare: ora, in questa assemblea, vi anticipo uno dei punti del programma, che presenterò alla prossima Assemblea del 29 Maggio p.v. per il rinnovo delle cariche sociali.
Sarà un impegno formale per realizzare il patto federativo entro i prossimi tre anni di mandato del nuovo Consiglio Direttivo e degli altri organi statutari e la presentazione dei modi e dei tempi entro i quali verrà realizzato il piano.
Ho detto: "un impegno formale" per un programma definito per il prossimo triennio e che voi tutti spero condividerete. In questo ci sarà una forte innovazione a cui sono chiamati i volontari che intendano presentarsi all'impegnativa ma determinante carica di consigliere nello spirito del lavoro di squadra.
Mi auguro fin da ora che idee, sentimenti, progettualità nuove siano messe a disposizione affinché quel programma diventi l'espressione di un comune sentire e venga depositato in segreteria con congruo anticipo. Auspicherei anche degli incontri tra i candidati, a cui va già da ora il mio ringraziamento per la disponibilità dichiarata nei confronti degli impegni di cui si faranno carico, per creare già in fase precongressuale un clima di assoluta collaborazione.
Presenza di Fevoss nel territorio veronese: la Strategia
"Attenti a non essere conformisti, autoreferenziali, burocrati......" Queste mie parole pronunciate nell'Assemblea dell'anno scorso erano forse dettate dall'amara esperienza di chi si era allontanato da noi nel recente passato; ma anche in questo ultimo esercizio abbiamo sentito delle tensioni che non abbiamo forse adeguatamente ascoltato ed interpretato. Pertanto, ci dovremo impegnare ad essere ancora più aperti, , flessibili, disponibili al dialogo ed al confronto.
Noi che vogliamo essere al servizio di chi ci chiede aiuto dobbiamo imparare ad essere prima di tutto al servizio di chi ci è accanto: in particolare dei gruppi che ci chiedono appoggio per la loro crescita e un confronto positivo e propositivo nella loro stagione indipendente.
Con chi invece ha già raggiunto una adeguata maturità dovremo essere il partner con cui allacciare rapporti diretti di interscambio, di informazioni, di servizi, di gestione di attività condivise (basti fra tutte la formazione), attraverso i quali costruire delle realtà di solidarietà sempre più efficienti e solide. In continua evoluzione!
Rapporti in pari dignità con gli Enti
Il rinnovamento ce lo chiedono le nuove programmazioni socio sanitarie territoriali. Ce lo chiedono gli Enti che desiderano realizzare interventi sinergici di collaborazione, ma ce lo chiedono sopratutto le nuove e vecchie povertà. Se le esigenze dei vari enti dei nuovi poveri, non possono essere soddisfatte dai vari gruppi, perché non pensiamo che quelle esigenze possono essere soddisfatte dalla federazione?
È qui che si inserisce ancora il mio sogno di una Fevoss più moderna, più adatta ai tempi. Una grande forza che sa agire anche in piccolo, ma che proprio per la sua unità saprà moltiplicare le ricchezze specifiche di cui ogni gruppo è depositario.
Nella previsione di una forte contrazione dei finanziamenti, non so se saremo in grado di presentarvi un budget per le attività del prossimo anno già dalla prossima assemblea. Sarà comunque mio impegno illustrarvi i progetti su cui ci stiamo spendendo ed evidenziare quali speriamo possano essere i sostegni che ne ricaveremo. Non dobbiamo più pensare al contingente, pensare di essere tranquillizzati da quanto abbiamo raggiunto, ma dobbiamo essere motivati per raggiungere ciò che da tempo ci siamo prefissi.
Riprogettiamo la Fevoss
Il progetto rimane con tutta la sua carica umana, spirituale, costruttiva e con tutti i valori già evidenziati nella nostra storia.
La costituzione di un gruppo permanente di studio è indispensabile per la programmazione e la realizzazione di un programma che tutti assieme con i futuri consiglieri dovremo presentare: un programma dove la costituzione della federazione matura e responsabile sarà il punto cardine. Per rafforzare questo impegno chiederò la specifica delibera dell'assemblea, punto b) articolo 13 dello statuto, così come prima richiamato.
Chiudo proponendovi alcune "parole chiave" che dovranno ispirare e guidare il nostro prossimo impegno: Rinnovamento, Impegno, Aiuto reciproco, Considerazione dell'altro, Motivazione, Senso del dovere, Modernizzazione, Sguardo al futuro.
Altre ne attendo da tutti Voi. Grazie!
IL PRESIDENTE