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- Mostra artistica in Cattedrale a Verona
IL MIRACOLO DELL'AMORE "Le Opere di Misericordia": artisti dell'Accademia d'Arte e Artigianato Artistico di Verona interpretano le "Opere di Misericordia" con commento del Vescovo Mons. Giuseppe Zenti.
Le Opere saranno esposte al pubblico dal 10 al 14 ottobre p.v. (con orario feriale dalle 9,30 alle 18,00 e festivo dalle 13 alle 18) nella suggestiva sede del tornacoro della Cattedrale di Verona.
La coincidenza dei festeggiamenti di Madre Vincenza Poloni fondatrice delle "Sorelle della misericordia" che ha fatto della sua vita un dono di solidarietà e di volontariato, esalta il valore civile e religioso di questa iniziativa culturale.
Sul leggio: Opere di misericordia
"Questa artistica Mostra esprime qualcosa di grande che scaturisce dall'anima: la gratitudine e la riconoscenza verso coloro che hanno scritto con la vita una bella storia veronese che ha il sapore del MIRACOLO DELL'AMORE La Fevoss "federazione dei servizi di Volontariato socio sanitario" onlus, nacque dal cuore popolare, dalle radici culturali catechetiche "opere di misericordia corporale e spirituale"
"…Allora il Re dirà ai giusti: venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il Regno che vi è stato preparato sin dalla fondazione del mondo. Poiché ebbi fame e mi deste da mangiare, ebbi sete e mi deste da bere; fui forestiero e mi accoglieste, fui nudo e mi rivestiste, fui infermo e mi visitaste, fui in prigione e veniste a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere?… E il Re dirà loro: tutte le volte che l'avete fatto a uno di questi miei poveri fratelli, l'avete fatto a me!" (Matteo 25)
Gesù Cristo richiede per entrare nel suo Regno di esercitare uno stile di vita improntato alla misericordia. Che la misericordia sia all'origine delle responsabilità, che il perdono sia all'origine della giustizia, che il "porgere l'altra guancia" sia all'origine della pace: tutto ciò non significa sostituire l'etica e la politica con i buoni sentimenti, ma solo richiedere che la ragione che individua innocenze e colpe, stabilisce e ristabilisce l'uguaglianza, determina e tutela gli equilibri della convivenza, si unisca a quella idea del "Bene al di là dell'essere" grazie alla quale è consentito di non rassegnarci a ciò che c'è e di sperare che ci sia ancora misericordia.
Su altro leggio
Il 15 giugno 1987 venne costituita con atto notarile la FEVOSS "Federazione dei Servizi di Volontariato Socio Sanitario". L'innovativo progetto e il moderno modo di fare volontariato richiedeva l'attiva partecipazione dei cittadini per realizzare una autentica rete territoriale di servizi sociali e sanitari in cui gli attori principali (istituzioni pubbliche, private, e del volontariato) si sarebbero coordinati tra loro con pari dignità, allo scopo di migliorarne gli interventi.
Oggi quel contesto sociale e politico è cambiato, ma nella Fevoss permane l'ideale che sosteneva i fondatori nel loro quotidiano impegno associativo che, come ieri, è rivolto alle vecchie e nuove povertà. Nel corso degli anni molte persone, condividendone idealità e spirito di servizio, si sono avvicendate in azioni generose: testimoni credibili dei valori di gratuità,condivisione, dedizione, sacrificio, libertà.
In questo ventennale cammino, talvolta difficile, non scevro da errori, ma esaltante, si sono intrecciati i vissuti delle persone con i loro carichi di umano dolore, ma anche di umana solidarietà. La passione civile, il senso di responsabilità, la consapevolezza del ruolo sociale sono stati gli elementi che hanno caratterizzato la presenza della Fevoss al fianco della parte più debole della società, alla quale ha offerto amorevolmente il proprio aiuto, talvolta anche nella difesa dei diritti violati.
Se oggi questa organizzazione di volontariato, anticipando, integrando, denunciando, è diventata garanzia di qualità del servizio, il merito va riconosciuto ai tanti cittadini che hanno creduto nella validità del proprio impegno sociale come risposta non delegabile, perché ognuno per la propria parte è chiamato a contribuire al miglioramento della qualità della vita che nasce, si sviluppa e muore in una Città che è divenuta per quell'impegno, un po' più solidale.
Alfredo Dal Corso
Presidente FEVOSS onlus